No. 47, March 2018

Spatial Rights in Times of Austerity

Edited by Sandra Annunziata & Cristina Mattiucci

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By means of this issue of lo Squaderno, we aim to produce a collective reflection on the relation between austerity and cities. What we have learned from those context that have been scenario of discourses, practices and policies of austerity? It is possible to take stock with a critical eye of what cities and territories have done in the last ten years under a prolonged austerity climate and its diversified impact on urban government? What emerge from those contexts which have had long familiarity with austerity?

Starting from the assumption that austerity is not only a cut on public expenditure but rather an ideological posture of (local) governments in the face of geopolitical changes in the global economy and their effect on local scales, it is today possible to trace austerity direct implication on provision of social and spatial rights as well as on the way collective resources are interpreted and mobilized.

Moreover, austerity has been largely supported and legitimized by public discourses which constrain its implementation, limits the target of policies and re-frame the role of public body aimed at providing spatial rights and social services. However this climate has been also the terrain in which citizens have thought back on available resources, also trough practices of mutualism and solidarity as a way to cope with scarcity.

We would like to boost a perspective that deconstruct the main discourses, practices and policy action which have assumed an austerity posture. We are interested to learn from cases which well exemplify: how austerity has been implemented specially it its discursive form; what effect it has had? It has contracted or expanded citizenship rights? It has positively or negatively impacted public action and competences in public administrations? Finally, we would like to explore if austerity has represented a moment of ‘thinking back on’ public action and its scope specially in regard to wastefulness and/or underutilization of collective recourses and if, in this case, we can see some virtuous results.

It is in fact not fully clear, outside of an ideological assumption on austerity, who has been included and who has been excluded in austerity discourses and from the accesses of urban services; neither is clear if austerity has had impact on urban regimes, an issue particularly relevant in contexts where urban regimes are based on consolidated practices of misappropriation of public resources.

This issue invites contribute that will deconstruct the relation between austerity and cities, starting from – as well as challenging – these call, climbing up to the origin of austerity, arguing its planned as well as unexpected effects, describing practices that sought a better use of collective and territorial assets and doing so have re-oriented the discourse on spatial rights.

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Con questo numero dello Squaderno ci proponiamo di produrre una riflessione sulla relazione tra austerità e città. Cosa abbiamo appreso da quei contesti che più di altri sono state interessati da discorsi, pratiche e politiche di austerità? E’ possibile fare un bilancio dell’ultimo decennio in cui diversi paesi europei hanno vissuto in un regime prolungato di austerità economica che ha avuto impatti diversificati sul governo urbano? Cosa emerge invece da quei contesti nei quali l’austerità non è una novità ma una vecchia prassi di governo?

A partire dall’assunto che l’austerità non sia solo un taglio alla spesa pubblica, ma una postura ideologica e di governo urbano nei confronti dei grandi cambiamenti nelle geografie politico economiche globali e dei loro effetti alla scala locale, è possibile leggerne le implicazione dirette sul modo di concepire le risorse urbane collettive, ed erogare diritti sociali e spaziali. Infatti, si può oltremodo riconoscere come alla base di un clima di austerità esista una discorso pubblico che ne legittimi l’attuazione, ne delimiti l’azione e riformuli il mandato degli enti erogatori di diritti spaziali e servizi sociali. L’austerità è stata però anche un modo per ri-pensare l’accesso a risorse esistenti, anche e soprattutto a partire da pratiche mutualistiche e di solidarietà.

La prospettiva che proponiamo prova a decostruire i discorsi e le pratiche di una stagione politica – con le sue relative azioni di policy – che hanno assunto questa postura dell’austerità, chiedendoci come essa si sia attuata (soprattutto nella sua pratica discorsiva) quali siano stati gli effetti e se essa abbia o meno comportato una contrazione dei diritti oppure la perdita di competenze in seno alle amministrazioni pubbliche. Soprattutto ci interessa capire se, come ed in quali casi, l’austerità abbia rappresentato un momento di ripensamento dell’azione pubblica e dei suoi scopi, per esempio in materia di sprechi e di sottoutilizzo delle risorse collettive, con esiti virtuosi. Non è infatti scontato, fuori da assunzioni ideologiche, riconoscere i soggetti che sono stati inclusi o esclusi dall’accesso ai servizi urbani in questi anni, né che l’austerità non abbia comportato un riassestamento complessivo e fertile dei regimi urbani, tema di grande rilevanza soprattutto in quei regimi urbani fondati su prassi consolidate di speculazione e peculato.

Il numero si apre dunque a contributi che propongano un approfondimento sulla relazione tra austerità e città a partire da queste premesse, invitando a risalire alle sue origini, anche e soprattutto prima della crisi economica globale, e ad analizzarne gli esiti, anche materiali e soprattutto inattesi, nonché ri-articolando il discorso sui diritti sociali di natura spaziale in clima di austerità.

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Contributions expected word count | 1,500 to 2,000 words

Deadline for contributions | 30 January 2018

Information about the Journal | http://www.losquaderno.professionaldreamers.net/?page_id=2

Information about the Editorial Process | http://www.losquaderno.professionaldreamers.net/?page_id=1082

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